Da Corriere.it: Metal detector a scuola, le reazioni dei presidi milanesi
Da Corriere.it del 20 gennaio 2026:
Metal detector a scuola, le reazioni dei presidi milanesi alla proposta di Valditara: «Sì, c'è problema di vigilanza», «Da noi sarebbe esagerato»
Il ministro lunedì ha visitato le scuole di Rozzano e ha lanciato l'idea di introdurre i dispositivi anti-coltelli. Tra i dirigenti c'è chi è favorevole e chi li giudica una misura inutile e sproporzionata
di Giovanna Maria Fagnani
Dall'articolo:
"Permettere alle scuole di usare, anche sporadicamente, metal detector all’ingresso, come già avviene negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, per impedire che i ragazzi portino a scuola coltelli. È la proposta rilanciata lunedì dal ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara in visita all’istituto Barozzi-Beltrami di Rozzano. «Molti presidi concordano su questa misura» ha assicurato il ministro. A Milano il dibattito è aperto". [...]
[...] "Federico Militante guida invece il Bertarelli-Ferraris (liceo, itis e professionale) e sogna un «sensore umano» più che un metal detector. «L’ingresso a scuola è un rito di passaggio fondamentale. Se trasformiamo quel momento in una procedura di filtraggio meccanica, rischiamo di perdere l'occasione irripetibile di intercettare lo sguardo dei ragazzi. Io credo che, più di un varco elettronico, servirebbe quello che amo definire un "Presidio di benvenuto". Immaginiamo un ingresso dove figure educative preparate accolgano gli studenti chiamandoli per nome. La vera sicurezza nasce dal riconoscimento: un ragazzo che si sente "visto" è un ragazzo che difficilmente sentirà il bisogno di portare con sé rabbia o oggetti impropri». Ma, d’altro canto, «Dobbiamo avere il coraggio di parlare chiaramente di punibilità. Spiegare ai ragazzi che ogni azione ha una conseguenza non è un atto autoritario, ma un atto di rispetto verso la loro crescita. Una scuola che scivola nell'impunibilità — dove tutto è concesso o dove l'errore non incontra mai un limite — è una scuola che tradisce i suoi alunni, lasciandoli soli in un mondo senza confini. L'impunibilità genera un senso di ingiustizia e di insicurezza: chi rispetta le regole si sente fesso, e chi le viola si sente onnipotente. La sanzione, quando necessaria, deve essere certa, proporzionata e, soprattutto, riparativa. Il ragazzo deve capire che ha spezzato un legame con la comunità e che deve fare qualcosa per ricucirlo». [...]
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Ultima revisione il 20-01-2026





