Da Repubblica e QN: Il riscatto di Leo, studente-detenuto
Da QN del 27 giugno 2026:
“Il riscatto di Leo, studente-detenuto: «La scuola mi ha ridato vita e amici. E adesso punto all'università »”
di Simona Ballatore
Da settembre ha potuto frequentare il corso serale al Bertarelli dove ieri ha affrontato anche l'orale. Ha fatto da apripista al "Progetto carcere" della Statale dedicato alle superiori: "Iniziamo dal diploma"
Dall'articolo:
"«La scuola mi ha ridato quotidianità e amicizie. Mi ha fatto tornare ad avere una vita mia e mi ha fatto conoscere persone con passioni grandi, che aiutano e si impegnano per il semplice piacere di farlo. Quello che vorrei fare io, una volta "fuori".» Leo, nome di fantasia, ha 29 anni e si è diplomato ieri in "Servizi commerciali" all'istituto Bertarelli-Ferraris dove ha potuto frequentare il corso serale: dalle 8 alle 15:30 lavorava nel carcere di Bollate - dov'è detenuto - poi si metteva in viaggio per raggiungere la scuola di Porta Romana, insieme a studenti di tutte le età, per poi rientrare in carcere. «I miei compagni non sapevano nulla del mio passato, per loro sono un compagno come tanti - racconta-. Non volevo che qualcuno mi guardasse come il "poverino in galera", o con sguardo giudicante. Volevo essere visto come persona. Punto.» [...]

[...] In carcere, «quando ho trovato lavoro non riuscivo più a seguire la scuola, anche se ho cercato di continuare a studiare da solo». Fino all'incontro con Sara Abdel Ghani, studentessa di Lettere, che è diventata poi responsabile di "Iniziamo dal Diploma", sotto l'ala del "Progetto carcere" dell'Università Statale di Milano. Un percorso rivolto ai ragazzi delle superiori, nato proprio con Leo. [...] «A settembre sono venuto al Bertarelli. E sono grato. A Sara, che ha creato questo progetto, al preside Federico Militante che mi ha accolto e aiutato con gli orari, che per me sono contati. Al prof. Cordella, che ha creduto in me, e alla professoressa Funaro, che è stata lì a gestire la burocrazia. E a tutti coloro che mi hanno fatto arrivare fin qui». Alla Maturità: prima prova sulla curiosità, seconda tra bilanci di sostenibilità e indici. All'orale ha portato tutto se stesso.
«E' stato bello impegnativo, ma sono soddisfatto - sorride -. E' finita la scuola, dovrei essere felice ma un po' mi dispiace. Per me ha significato tanto: mi ha fatto uscire e dato voglia di futuro»". [...]
Da QN: intervista a Federico Miliante, Preside del Bertarelli- Ferraris
"«Il traguardo di Leo è anche l'atto di nascita di un progetto che sta cambiando le regole del gioco: "Iniziamo dal diploma". Tre anni fa Leo si è trovato davanti a un paradosso del sistema carceriario italiano: dovendo lavorare a tempo pieno, era impossibilitato a frequentare la scuola interna. In Italia, meno del 10% dei detenuti possiede un diploma di scuola superiore, e troppo spesso si è costretti a scegliere tra il lavoro (fondamentale per il sostentamento) e lo studio. Leo ha scelto di non arrendersi. Grazie all'incontro con Sara, tutor dell'Università Statale, e a una rete di volontari, ha trasformato quella cella in uno spazio di libertà. E l'istituto scolastico coinvolto, il Bertarelli-Ferraris, ha aperto le sue porte aiutandolo a conciliare gli orari delle lezioni e a superare la burocrazia.»"
La vicenda è stata raccontata anche da Repubblica del 26 giugno 2026, con un altro nome di fantasia, Davide
“Maturità di Davide, studente-detenuto: «Il diploma? Un inizio. La scuola dà occasioni di riscatto»”
di Margherita Abis
Il ventinovenne ha frequentato il corso serale in servizi commerciali del Bertarelli-Ferraris rientrando ogni notte nel carcere di Bollate, dove ha anche un lavoro. Dalla sua esperienza nasce un’iniziativa della Statale di Milano per aiutare detenuti a diplomarsi
Leggi l'intero articolo su Repubblica.it del 26 giugno 2026
Ultima revisione il 27-06-2026





